Saldo e stralcio: quanto offrire e da cosa dipende la percentuale
La domanda che ci fanno tutti è la stessa: quanto devo offrire per chiudere il debito? La risposta onesta è che non esiste una percentuale valida per tutti. Esistono però fattori precisi che spostano il risultato, e conoscerli ti evita di offrire troppo o di fare una proposta che verrà rifiutata.
Quanto offrire per un saldo e stralcio: la risposta onesta
Il saldo e stralcio è una transazione: tu offri una somma più bassa del debito, il creditore la accetta e rinuncia al resto. Il creditore non è obbligato ad accettare, quindi la cifra giusta non è quella che ti sembra equa, ma quella che il creditore considera più conveniente rispetto all'alternativa, cioè una causa lunga, costosa e dall'esito incerto per recuperare il credito.
Per questo in rete trovi percentuali molto diverse tra loro, a volte anche molto alte. Diffida di chi ti promette uno sconto preciso prima di aver visto i documenti: la percentuale dipende da fattori concreti, che vediamo uno per uno.
I fattori che fanno cambiare la percentuale
L'anzianità del debito
Più un debito è vecchio, più per il creditore diventa difficile e incerto recuperarlo per intero. Un ritardo di pochi mesi con la finanziaria che ti ha prestato i soldi lascia di solito margini piccoli; un debito fermo da anni ne lascia di più. Con il passare del tempo entra in gioco anche la prescrizione: se una parte del debito è prescritta, cambia del tutto la base della trattativa.
Il debito è stato ceduto?
Banche e finanziarie vendono spesso i crediti non pagati, i cosiddetti crediti deteriorati o NPL, a società specializzate. Li vendono in blocco, a pacchetti di migliaia di posizioni, e a un prezzo che è in genere una frazione del loro valore nominale. Chi ha comprato il tuo debito a una piccola parte del suo valore guadagna anche accettando molto meno di quanto ti chiede. È uno dei motivi per cui i debiti ceduti alle società di recupero lasciano spesso più spazio alla trattativa. Il prezzo pagato per il singolo credito però non è pubblico: non puoi usarlo come cifra, ma come argomento.
Le garanzie
Se il debito è garantito da un'ipoteca, da un fideiussore che ha beni o da uno stipendio pignorabile, il creditore sa di poter recuperare per altre vie e concede meno. Un debito senza garanzie, verso una persona senza beni aggredibili, pesa diversamente.
La fase giudiziale
Se il creditore ha già ottenuto un decreto ingiuntivo o ha avviato un pignoramento, ha in mano un titolo e ha già speso per ottenerlo: di solito è meno disposto a fare sconti. Non è però una porta chiusa, perché anche un pignoramento richiede tempo e spesso recupera poco.
Liquidità e rate
Una somma pagata subito vale di più di una somma promessa in rate. Se hai la possibilità di versare in un'unica soluzione hai più forza. Se non ce l'hai, si può proporre un saldo e stralcio a rate: lo sconto di solito è un po' più basso, ma l'importante è che ogni rata sia sostenibile per tutta la durata dell'accordo.
Percentuale saldo e stralcio: un orientamento prudente
La tabella qui sotto non indica percentuali per singolo creditore, che nessuno può garantire. Riassume come cambiano in genere i margini di trattativa nelle situazioni più comuni.
| Situazione | Margine di trattativa | Perché |
|---|---|---|
| Pochi mesi di ritardo, credito ancora della finanziaria | In genere contenuto | Il creditore conta ancora di recuperare tutto, spesso con una rimodulazione. |
| Decadenza dal beneficio del termine, credito non ceduto | Medio | Il creditore deve decidere se andare in causa o chiudere. |
| Credito ceduto a una società di recupero da tempo | Spesso più ampio | Il cessionario ha comprato il credito a una frazione del suo valore. |
| Decreto ingiuntivo o pignoramento in corso | Variabile | Il creditore ha un titolo, ma l'esecuzione è lenta e spesso rende poco. |
| Garanzie solide (ipoteca, fideiussore con beni) | In genere ridotto | Il creditore ha altre strade per recuperare. |
Come riferimento concreto: nelle pratiche del nostro studio il risparmio medio è intorno al 30% dell'importo richiesto, e in molti casi arriva al 40% o al 50%. Ci sono casi migliori e casi peggiori: dove si colloca il tuo lo capiamo solo verificando i documenti, dopo l'incarico.
Un esempio di ragionamento
- Importo richiesto dalla società di recupero
- 40.000 €
- Interessi di mora e spese contestate dopo la verifica
- 3.200 €
- Base reale della trattativa
- 36.800 €
- Accordo a saldo e stralcio
- 24.000 €
- Risparmio sull'importo richiesto
- 16.000 € (40%)
- In 120 rate
- circa 200 € al mese
Esempio illustrativo, non un caso reale. Prima di parlare di sconto si verifica quanto è davvero dovuto.
Gli errori da evitare quando fai un'offerta
- Offrire senza aver verificato il debito: interessi di mora, penali e spese di recupero spesso non sono dovuti o sono calcolati male. Se parti dalla cifra sbagliata, anche lo sconto è falso.
- Riconoscere il debito per intero: una frase come "riconosco di dovervi 12.000 euro" può interrompere la prescrizione e chiudere la porta a contestazioni future. La proposta va fatta a titolo transattivo.
- Promettere rate che non puoi pagare: un accordo saltato ti rimette spesso nella situazione di partenza, a volte con il creditore meno disponibile.
- Pagare acconti prima dell'accordo scritto: un versamento senza accordo firmato viene di solito imputato al debito intero e non ti dà nessuna garanzia.
- Fidarti di una promessa al telefono: vale solo ciò che è scritto, con l'importo, le scadenze e la rinuncia al resto.
Vuoi sapere quanto puoi offrire nel tuo caso?
Nella consulenza ascoltiamo la tua situazione e ti diciamo per iscritto la strategia e il compenso. Dopo l'incarico verifichiamo chi è il creditore, quanto è davvero dovuto e quali argomenti hai in mano.
Controproposte: come si tratta davvero
Raramente la prima offerta viene accettata così com'è. Di solito il creditore risponde con un rifiuto o con una controproposta più alta. È una fase normale. Le regole che seguiamo nelle nostre pratiche sono semplici:
- la prima offerta deve essere bassa ma credibile, motivata con la tua situazione economica e con i punti deboli della richiesta;
- ogni rilancio deve avere un motivo, non solo una cifra in più;
- si alza l'offerta solo fino alla soglia che puoi davvero sostenere, decisa prima di iniziare;
- quando arriva una cifra accettabile, si chiude per iscritto, prima di pagare qualsiasi somma.
La forza nella trattativa non viene dall'insistenza. Viene dagli argomenti: per questo ogni nostra pratica comprende la perizia econometrica del contratto e l'analisi del nostro team di esperti e legali, che cercano vizi su tassi, polizze, merito creditizio e conteggi.
Quando il saldo e stralcio non basta
Se i debiti sono molti e il reddito non permette di offrire nulla di credibile, il saldo e stralcio può non essere la strada giusta. In questi casi valutiamo la rimodulazione delle rate oppure le procedure di sovraindebitamento ex Legge 3/2012, oggi disciplinate dal Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza.
Fai una prova: quanto risparmi e quanto costa lo studio
Inserisci l'importo che ti chiedono oggi e un risparmio ipotetico. Il calcolatore ti mostra il risparmio e il compenso dello studio con le due formule. Ricorda che è una simulazione: il risultato vero lo conosci solo alla fine della trattativa.
La media delle nostre pratiche è intorno al 30%, e in molti casi arriviamo al 40% o al 50%. Il risultato vero lo conosci solo dopo la trattativa.
Soddisfatti o rimborsati: nel preventivo indichiamo il risultato minimo che ci impegniamo a ottenere; se non lo raggiungiamo, ti restituiamo i compensi dello studio. I soldi per i creditori li paghi tu direttamente: non passano mai dallo studio. Si parte sempre da una consulenza con un nostro professionista.
Domande frequenti
Riferimenti normativi
- Art. 1965 c.c. (transazione)
- Art. 58 D.Lgs. 385/1993, TUB (cessione di crediti in blocco)
- Art. 2944 c.c. (interruzione della prescrizione per riconoscimento del debito)
- Art. 124-bis TUB (verifica del merito creditizio)
Le indicazioni di questa pagina sono un orientamento generale e non una promessa di risultato: l'esito di ogni trattativa dipende dal creditore e dai documenti della singola posizione.
Contenuto a cura dello studio Scudo Consumatori, aggiornato al 7 ottobre 2026.