Non riesco a pagare le rate: cosa fare subito e cosa evitare
Se stai leggendo questa pagina, probabilmente le rate sono diventate troppe o il reddito non basta più. Succede a molte più persone di quanto pensi, e quasi sempre c'è una soluzione. La cosa più importante è non aspettare: ogni mese che passa senza una strategia riduce le possibilità di scelta.
Non riesco a pagare la finanziaria: cosa fare subito
Il primo istinto è spesso pagare chi chiama più forte o smettere di aprire la posta. Sono due reazioni comprensibili, ma entrambe peggiorano le cose. Ecco i passi da fare per primi:
- Fai l'elenco completo dei debiti: creditore, importo della rata, residuo, eventuali ritardi. Spesso c'è qualcosa che hai dimenticato, come una vecchia carta o un finanziamento per un acquisto.
- Controlla le centrali rischi: le visure di CRIF e degli altri sistemi e la Centrale Rischi della Banca d'Italia mostrano cosa vedono le banche di te.
- Calcola quanto puoi pagare davvero: parti dalle spese essenziali, casa, bollette, cibo, salute. Quello che resta è la cifra su cui costruire una soluzione.
- Controlla le polizze: molti prestiti hanno un'assicurazione per perdita del lavoro o malattia. Se è il tuo caso, verifica se puoi attivarla.
- Leggi tutta la posta: un decreto ingiuntivo ha termini brevi per difendersi. Ignorarlo è l'errore più costoso.
Cosa evitare quando hai troppi debiti
Gli errori che vediamo più spesso
Chiedere un nuovo prestito per pagare i vecchi. Sembra una boccata d'ossigeno, ma aggiunge costi e allunga il problema. E chi ha già ritardi spesso ottiene solo prestiti più cari.
Pagare un po' a tutti, a caso. Senza una strategia rischi di finire i soldi senza aver sistemato nessuna posizione.
Riconoscere debiti al telefono o fare promesse di pagamento che non puoi mantenere.
Affidarti a chi promette di cancellare tutti i debiti. Nessuna soluzione seria lo garantisce.
Cosa succede se non pago la finanziaria: la sequenza tipica
Smettere di pagare non porta al pignoramento dall'oggi al domani. C'è una sequenza di passaggi, e in ognuno puoi ancora fare qualcosa.
| Fase | Cosa succede | Cosa puoi fare |
|---|---|---|
| 1. Solleciti | Lettere, SMS e telefonate per le prime rate non pagate, con interessi di mora. | Chiedere subito una rimodulazione, finché sei quasi in regola. |
| 2. Segnalazione in CRIF | Dopo un preavviso scritto, il ritardo viene registrato nei sistemi di informazioni creditizie. | Verificare che il preavviso sia arrivato: senza, la segnalazione si può contestare. |
| 3. Decadenza dal beneficio del termine | Dopo le rate insolute previste dal contratto, ti chiedono tutto il residuo in un'unica soluzione. | Valutare il saldo e stralcio: da qui il creditore è più disposto a trattare. |
| 4. Cessione del credito | Il debito viene spesso venduto a una società di recupero crediti. | Verificare la cessione e trattare con il nuovo creditore, che spesso ha comprato a poco. |
| 5. Decreto ingiuntivo | Il creditore chiede al giudice un ordine di pagamento. Hai 40 giorni dalla notifica per opporti. | Far verificare subito il decreto: titolarità, conteggi, prescrizione. |
| 6. Precetto | Ultimo avviso prima dell'esecuzione: almeno 10 giorni per pagare. | Trattare ancora: un accordo è possibile anche in questa fase. |
| 7. Pignoramento | Pignoramento di stipendio, pensione, conto o beni, entro i limiti di legge. | Valutare opposizioni, accordo o procedure di sovraindebitamento. |
Tra la prima rata saltata e un pignoramento passano in genere molti mesi. Quel tempo è prezioso: è lo spazio in cui si costruisce una soluzione, invece di subirla. Se ti è già arrivato un decreto ingiuntivo, leggi subito la pagina sull'opposizione al decreto ingiuntivo. Se il problema è lo stipendio, trovi i limiti nella pagina sul pignoramento dello stipendio.
Non sai da dove cominciare?
Fai il test sui debiti: in pochi minuti capisci quale strada è più adatta alla tua situazione. Oppure richiedi una consulenza e ne parli direttamente con un nostro professionista.
Troppi debiti, cosa fare: le tre strade possibili
1. Rimodulazione delle rate: se sei ancora in regola
Se paghi ancora, anche con fatica, puoi chiedere ai creditori una rata più bassa, una durata più lunga o una pausa. È la soluzione che ti permette di restare in regola ed evitare segnalazioni e cause. Ne parliamo nella pagina sulla rimodulazione delle rate.
2. Saldo e stralcio: se il debito è già in sofferenza
Se le rate sono ferme da tempo o il debito è passato a una società di recupero, puoi proporre di chiudere pagando meno, anche a rate. Con il saldo e stralcio nelle nostre pratiche il risparmio medio è intorno al 30%, con accordo scritto e quietanza liberatoria.
3. Sovraindebitamento: se i debiti sono troppi rispetto al reddito
Quando non c'è modo di pagare tutti, la legge prevede procedure per ristrutturare o liquidare i debiti sotto il controllo del giudice. Sono quelle che molti conoscono come "Legge 3/2012": dal 15 luglio 2022 sono nel Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (D.Lgs. 14/2019). Non cancellano automaticamente tutti i debiti, ma in presenza dei requisiti possono portare all'esdebitazione. Trovi tutto nella pagina sul sovraindebitamento ex Legge 3/2012.
Spesso le strade si combinano: si rimodula un prestito ancora in regola e si chiude a saldo e stralcio quello già ceduto.
Come ti aiutiamo
Si parte da una consulenza con un nostro professionista, al telefono, in videochiamata o in studio: ascoltiamo la tua situazione e ti diamo per iscritto la strada e il compenso, prima di qualsiasi incarico. Dopo l'incarico ricostruiamo tutte le posizioni con le visure CRIF, Centrale Rischi e CAI, verifichiamo contratti e richieste e trattiamo con i creditori. Avrai un consulente dedicato che puoi contattare direttamente, e ti aggiorniamo a ogni passaggio della pratica. Gestiamo posizioni debitorie da 13 anni, con un team di esperti e legali, in presenza a Torino e online in tutta Italia. Non giudichiamo nessuno: ti spieghiamo con chiarezza cosa si può fare e cosa no.
Domande frequenti
Riferimenti normativi
- Art. 125, comma 3, TUB (preavviso di prima segnalazione negativa)
- Art. 1186 c.c. e clausole contrattuali di risoluzione (art. 1456 c.c.)
- Art. 58 TUB (cessione di crediti in blocco)
- Artt. 633, 641 e 647 c.p.c. (decreto ingiuntivo)
- Artt. 480 e 481 c.p.c. (precetto)
- Art. 545 c.p.c. (limiti di pignorabilità di stipendio e pensione)
La sequenza descritta è quella tipica: tempi e passaggi cambiano a seconda del contratto e del creditore. Per sapere cosa succede nel tuo caso servono i documenti.
Contenuto a cura dello studio Scudo Consumatori, aggiornato al 7 ottobre 2026.