Pignoramento del quinto dello stipendio e della pensione: limiti 2026 e come uscirne
Un pignoramento non si applica a caso: la legge fissa quanto ti possono togliere dallo stipendio, dalla pensione e dal conto, e i limiti cambiano a seconda di chi è il creditore. Verifichiamo che siano rispettati e cerchiamo con te il modo per ridurre la trattenuta o chiudere il debito.
Come funziona il pignoramento dello stipendio
Il pignoramento dello stipendio è un pignoramento presso terzi: il creditore notifica l'atto a te e al tuo datore di lavoro, che da quel momento deve trattenere una parte della retribuzione. Se il creditore è una banca, una finanziaria o una società di recupero crediti serve un titolo esecutivo, come un decreto ingiuntivo, e la quota viene assegnata dal giudice. Se il creditore è l'Agenzia delle Entrate Riscossione, l'Agenzia procede direttamente, senza passare dal tribunale, e ordina al datore di lavoro di versarle la somma.
In entrambi i casi la legge fissa dei limiti precisi. Un pignoramento che li supera è inefficace per la parte in eccesso, e il giudice lo rileva anche d'ufficio.
Quanto possono pignorare: i limiti dell'art. 545 c.p.c.
| Cosa viene pignorato | Limite | Nel 2026 |
|---|---|---|
| Stipendio, debiti ordinari | un quinto della retribuzione netta | su 1.800 € netti: 360 € |
| Stipendio, debiti alimentari | la misura stabilita dal giudice | caso per caso |
| Più crediti di natura diversa | insieme non oltre la metà dello stipendio | su 1.800 € netti: 900 € |
| Pensione | impignorabile il doppio dell'assegno sociale (minimo 1.000 €); sul resto un quinto | protetti 1.092,48 € |
| Stipendio o pensione già sul conto | impignorabile il triplo dell'assegno sociale; si pignora l'eccedenza | protetti 1.638,72 € |
| Accrediti sul conto dopo il pignoramento | stessi limiti di stipendio e pensione | un quinto o la parte oltre 1.092,48 € |
Un esempio sulla pensione
- Pensione netta mensile
- 1.400,00 €
- Parte protetta nel 2026
- 1.092,48 €
- Parte pignorabile
- 307,52 €
- Trattenuta massima (un quinto)
- 61,50 €
Calcolo indicativo per un debito ordinario. Il calcolo reale parte dal cedolino.
Pignoramento del conto corrente: cosa resta disponibile
Quando viene pignorato il conto, la banca blocca le somme presenti fino all'importo indicato nell'atto. Se sul conto arrivano lo stipendio o la pensione, però, la legge distingue due momenti. Le somme già accreditate prima del pignoramento restano libere fino al triplo dell'assegno sociale, cioè 1.638,72 euro nel 2026: si può pignorare solo quello che supera questa cifra. Gli accrediti che arrivano dopo seguono invece i limiti dello stipendio e della pensione, quindi un quinto, o la parte di pensione oltre 1.092,48 euro.
Nella pratica la banca non sempre distingue con precisione l'origine delle somme, e capita che venga bloccato più del dovuto. Per questo conviene far verificare subito gli estratti conto: le somme protette vanno lasciate al debitore.
Pignoramento dell'Agenzia delle Entrate Riscossione: i limiti a scaglioni
Per i debiti a ruolo, cioè le cartelle esattoriali, l'art. 72-ter del DPR 602/1973 prevede limiti più bassi per gli stipendi minori:
| Importo dello stipendio | Quota pignorabile dall'Agenzia |
|---|---|
| fino a 2.500 € | un decimo |
| da 2.500 a 5.000 € | un settimo |
| oltre 5.000 € | un quinto |
Con uno stipendio di 1.800 euro, quindi, l'Agenzia può trattenere al massimo 180 euro al mese, contro i 360 euro di un creditore ordinario. Se lo stipendio viene accreditato sul conto, il pignoramento del conto da parte dell'Agenzia non si estende all'ultimo stipendio accreditato.
Dipendenti pubblici: la novità dal 2026
La legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha introdotto per i dipendenti pubblici con stipendio lordo superiore a 2.500 euro e con debiti a ruolo non regolarizzati di almeno 5.000 euro una trattenuta diretta sullo stipendio fino a un settimo, e fino a un decimo sugli emolumenti una tantum. Se sei in questa situazione, una rateizzazione o una definizione delle cartelle può evitare la trattenuta: valutiamolo prima che parta.
Più pignoramenti e cessione del quinto: come si sommano
Se due creditori dello stesso tipo pignorano lo stipendio, di regola non ti tolgono due quinti: concorrono sulla stessa quota, oppure il secondo aspetta che il primo sia soddisfatto. Se i crediti sono di natura diversa, ad esempio un assegno di mantenimento e un prestito, le trattenute possono sommarsi, ma non oltre la metà dello stipendio.
Anche la cessione del quinto conta. Non è un pignoramento, è un contratto che hai firmato tu, ma la legge non consente che cessione e pignoramento insieme superino la metà della retribuzione netta. I calcoli dipendono dall'ordine in cui sono arrivati: è uno dei controlli che facciamo sulla busta paga, perché gli errori non sono rari.
Ti stanno pignorando lo stipendio o la pensione?
Nella consulenza ascoltiamo la tua situazione e ti diciamo per iscritto quale strada conviene per chiudere il pignoramento, con il preventivo. Dopo l'incarico verifichiamo se la trattenuta è corretta e ricostruiamo tutti i debiti.
Cosa fare appena ricevi l'atto di pignoramento
Non ignorarlo. Leggi chi è il creditore, per quale somma procede e, se è un pignoramento del giudice, la data dell'udienza: è lì che il giudice assegna la quota al creditore, ed è prima di quella data che conviene muoversi. Poi raccogli le ultime buste paga o il cedolino della pensione e gli estratti del conto. Con questi documenti verifichiamo se la quota trattenuta rispetta i limiti, se il debito è corretto, se c'è una parte prescritta o non dovuta, e quali strade sono ancora aperte. Alcuni rimedi davanti al giudice hanno termini brevi e sono seguiti dai nostri avvocati convenzionati, specializzati in pignoramenti e a tariffe calmierate grazie alla convenzione con lo studio.
Come uscire dal pignoramento dello stipendio
Il pignoramento dura finché il debito, con interessi e spese, non è pagato: con un quinto di uno stipendio medio possono servire anni. Per questo conviene cercare una soluzione, invece di subirlo.
Accordo o saldo e stralcio con il creditore
Banche, finanziarie e società di recupero spesso preferiscono chiudere la posizione con una somma certa. Con un saldo e stralcio il creditore accetta un importo ridotto, anche a rate, e rinuncia al pignoramento. Quando il credito è stato ceduto a una società di recupero lo spazio di trattativa è spesso più ampio: ne parliamo nella pagina sul saldo e stralcio con le società di recupero crediti.
Conversione del pignoramento
Con la conversione (art. 495 c.p.c.) chiedi al giudice di sostituire i beni pignorati con una somma pari al debito, agli interessi e alle spese, versando subito almeno un sesto e il resto a rate. Si chiede prima che il giudice abbia assegnato le somme e si può chiedere una sola volta.
Con l'Agenzia delle Entrate Riscossione
Per le cartelle non si tratta uno sconto: si verifica la prescrizione e si valuta la rateizzazione, che, una volta concessa e rispettata, ferma nuove azioni esecutive per quei debiti.
Le procedure di sovraindebitamento
Se i debiti sono troppi rispetto al reddito, le procedure di sovraindebitamento ex Legge 3/2012, che dal 15 luglio 2022 sono nel Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (D.Lgs. 14/2019), permettono di proporre un pagamento sostenibile di tutti i debiti. Durante la procedura il giudice può bloccare le azioni esecutive, e nella ristrutturazione dei debiti del consumatore il piano può ridurre anche i debiti con cessione del quinto (art. 67 del Codice). Non tutti i debiti si cancellano, ma per molte persone è il modo di tornare ad avere uno stipendio intero.
Domande frequenti
Riferimenti normativi
- Art. 545 c.p.c. (crediti impignorabili e limiti)
- Art. 72-ter DPR 602/1973 (limiti per l'Agenzia delle Entrate Riscossione)
- Legge 30 dicembre 2024 n. 207 (Bilancio 2025)
- Art. 495 c.p.c. (conversione del pignoramento)
- Art. 67 D.Lgs. 14/2019 (Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza)
Gli importi indicati sono quelli in vigore nel 2026 e cambiano ogni anno con l'assegno sociale. Il calcolo esatto della quota pignorabile dipende dalla busta paga o dal cedolino e dal tipo di creditore: lo verifichiamo con te.
Contenuto a cura dello studio Scudo Consumatori, aggiornato al 7 ottobre 2026.