Liquidazione controllata con 336.000 euro di debiti: tre anni di procedura per chiudere con il Fisco e il quinto
Liquidazione aperta, triennio concluso
- Debiti: 336.375,32 €, di cui 303.375,32 € con l'Agenzia delle Entrate Riscossione
- Patrimonio: nessun immobile, una moto del 2000 e circa 30 € sul conto
- Famiglia: un solo stipendio, moglie disoccupata e due figli piccoli
- Durata: tre anni dall'apertura, conclusi a giugno 2026
Come è andata
Il nostro assistito aveva aperto nel 1998 una paninoteca stagionale, aperta solo da aprile a settembre. L'attività non è mai stata davvero redditizia: per anni ha sperato di farla crescere, ma l'incasso di sei mesi doveva coprire le spese di tutto l'anno, del locale e della famiglia, e le tasse hanno cominciato ad accumularsi. Nel 2008 ha chiuso. Dell'attività gli sono rimasti più di 303.000 euro di cartelle con l'Agenzia delle Entrate Riscossione.
Da allora lavora come dipendente. Il suo è l'unico stipendio in casa: la moglie è disoccupata e i figli sono due, piccoli. Sulla busta paga pesavano già una cessione del quinto, con un debito residuo di 33.000 euro, e un pignoramento dell'Agente della riscossione. Una cifra che, con quello stipendio, non si sarebbe mai potuta pagare.
Abbiamo ricostruito con lui tutti i debiti, il reddito e le spese della famiglia, e preparato con l'avvocato convenzionato la domanda di liquidazione controllata. Il gestore dell'OCC ha verificato i documenti, li ha ritenuti completi e attendibili e ha calcolato la parte di reddito da destinare ai creditori, tolto il necessario per vivere. Il 27/06/2023 il Tribunale di Brindisi ha aperto la procedura.
Cosa ha fatto la differenza
Un debito impossibile, non un debito evitato
Il gestore ha ricostruito le cause dell'indebitamento: un'attività chiusa quindici anni prima, un reddito da dipendente che basta a malapena per una famiglia di quattro persone. Per la legge è proprio la situazione per cui esiste la liquidazione controllata: pagare quello che si può, per un periodo definito, e poi ripartire.
Anche il Fisco entra nella procedura
Le cartelle dell'Agenzia delle Entrate Riscossione sono state trattate come gli altri debiti, secondo il loro grado di privilegio. Con l'apertura della liquidazione nessun creditore, compreso l'Agente della riscossione, può proseguire pignoramenti individuali sui beni della procedura.
I dati del caso
- Chi
- Lavoratore dipendente, ex titolare di un'attività stagionale chiusa nel 2008
- Debiti
- Cartelle dell'Agenzia delle Entrate Riscossione per 303.375,32 € (227.114,10 € privilegiati e 76.261,22 € chirografari) e cessione del quinto per 33.000 €
- Procedura
- Liquidazione controllata del sovraindebitato (artt. 268 e seguenti CCII)
- Tribunale
- Tribunale di Brindisi, R.G. Liquidazioni Controllate n. 69/2023
- Decisione
- Sentenza di apertura del 27/06/2023
- Chi ha seguito il caso
- Lo studio, con un avvocato convenzionato e il gestore nominato dall'OCC
Il documento: La sentenza di apertura del Tribunale di Brindisi
Apri a schermo interoCosa insegna questo caso
- Con le cartelle esattoriali non si tratta come con una banca, ma nelle procedure di sovraindebitamento anche i debiti fiscali possono essere pagati solo in parte.
- I debiti di un'attività chiusa da anni non condannano per sempre: l'ex imprenditore persona fisica può accedere alla liquidazione controllata.
- La procedura dura tre anni dall'apertura: è il momento in cui si chiede l'esdebitazione dei debiti che restano.
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Caso seguito dallo staff tecnico legale dello Studio Scudo Consumatori
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