Cancellazione CRIF e Centrale Rischi: segnalato come cattivo pagatore, cosa puoi fare

Una segnalazione in CRIF o in Centrale Rischi può bloccarti un mutuo, un prestito o anche un'auto a rate. La buona notizia è che molte segnalazioni sono sbagliate, fatte senza preavviso o tenute oltre il tempo consentito, e queste si possono far cancellare. Quelle corrette invece non si cancellano a pagamento: ti spieghiamo quando spariranno e come tornare ad avere credito.

Per chi èChi ha avuto un finanziamento rifiutato o sa di essere segnalato in CRIF, Experian, CTC, Centrale Rischi o CAI.
Cosa facciamoLeggiamo le tue visure e verifichiamo se la segnalazione è legittima, corretta e ancora nei termini.
Cosa si ottieneLa cancellazione delle segnalazioni illegittime, errate o scadute. Mai cancellazioni garantite.
Se è legittimaTi diciamo quando sparirà e come accelerare il ritorno al credito, ad esempio regolarizzando.
CostoPreventivo scritto dopo la consulenza, prima di qualsiasi incarico.

Come vedere se sei segnalato in CRIF, Experian, CTC e Centrale Rischi

Non esiste un'unica "lista dei cattivi pagatori". Esistono diverse banche dati, ognuna con le sue regole, e le banche ne consultano più di una prima di concederti un finanziamento. Il primo passo è sempre vedere cosa c'è scritto davvero, in tutte:

  • CRIF, Experian e CTC sono i sistemi di informazioni creditizie privati (SIC). Hai diritto di chiedere gratuitamente i tuoi dati a ciascuno di essi, come prevede il GDPR, dai loro siti o per posta.
  • La Centrale Rischi della Banca d'Italia è un archivio pubblico. La richiesta è gratuita e si fa online dal sito della Banca d'Italia, con SPID o CIE, oppure tramite PEC o allo sportello.
  • La CAI, la Centrale di Allarme Interbancaria per assegni e carte di pagamento, è anch'essa gestita dalla Banca d'Italia e si consulta con la stessa richiesta.

Leggere una visura non è immediato: codici, stati del rapporto, importi e date vanno interpretati. Dopo l'incarico raccogliamo noi le visure CRIF, Centrale Rischi e CAI e te le spieghiamo, insieme all'elenco aggiornato dei tuoi debiti. Il primo passo è una consulenza con un nostro professionista.

Quanto tempo resta una segnalazione in CRIF?

I tempi di conservazione nei SIC privati sono fissati dal Codice di condotta approvato dal Garante della privacy, e valgono per CRIF, Experian e CTC. Scaduti questi termini, il dato deve sparire da solo: se è ancora lì, la segnalazione è da cancellare.

Tempi massimi di conservazione dei dati nei SIC privati (Codice di condotta SIC, allegato 2)
Tipo di informazionePer quanto tempo resta
Richiesta di finanziamento in istruttoriafino a 180 giorni dalla presentazione
Richiesta rifiutata o a cui hai rinunciatofino a 90 giorni dall'aggiornamento
Ritardo di una o due rate, poi regolarizzato12 mesi dalla regolarizzazione
Ritardo di più di due rate, poi regolarizzato (anche con saldo e stralcio)24 mesi dalla regolarizzazione
Debito non pagato e non regolarizzato36 mesi dalla scadenza del contratto o dall'ultimo aggiornamento, comunque non oltre 60 mesi dalla scadenza
Finanziamento pagato regolarmente (dato positivo)fino a 60 mesi dalla chiusura del rapporto

Nota bene: per i ritardi regolarizzati la cancellazione dopo 12 o 24 mesi presuppone che nel frattempo non ci siano stati nuovi ritardi sullo stesso rapporto.

Differenza tra CRIF e Centrale Rischi della Banca d'Italia

Si confondono spesso, ma sono due cose diverse, con regole diverse e rimedi diversi.

SIC privati (CRIF, Experian, CTC)Centrale Rischi Banca d'Italia
Chi la gestisceSocietà privateBanca d'Italia
Cosa registraAnche piccoli prestiti, rate, carte e richieste di finanziamentoEsposizioni dai 30.000 euro in su; le sofferenze anche da 250 euro
PreavvisoObbligatorio prima della prima segnalazione negativa: senza, la segnalazione è illegittimaPer i consumatori è dovuto alla prima segnalazione negativa, ma la sua mancanza dà diritto al risarcimento, non alla cancellazione automatica
TempiQuelli della tabella sopraAgli intermediari è mostrata la storia degli ultimi 36 mesi

In Centrale Rischi la segnalazione più grave è la sofferenza. Non basta un ritardo per farla: la banca deve aver valutato la tua situazione finanziaria complessiva e averla ritenuta di insolvenza, anche non dichiarata da un giudice. Una sofferenza fatta in modo automatico, per un solo ritardo o senza questa valutazione, si può contestare. Dal 2025, inoltre, segnalano in Centrale Rischi anche le società che hanno comprato crediti in sofferenza, tramite i servicer vigilati.

Quando una segnalazione è illegittima e si può cancellare

Ecco i motivi che controlliamo più spesso, perché sono quelli che portano alla cancellazione:

  • manca il preavviso: nei SIC privati la banca o finanziaria deve avvisarti prima della prima segnalazione negativa, e il dato può comparire solo dopo almeno 15 giorni dall'invio. Ne parliamo nella pagina sulla segnalazione CRIF senza preavviso;
  • i tempi sono scaduti: il dato è ancora visibile oltre i termini della tabella;
  • i dati sono sbagliati: importi, numero di rate, date o stato del rapporto non corrispondono alla realtà;
  • la posizione non è stata aggiornata: hai pagato o hai chiuso un accordo, ma risulti ancora inadempiente;
  • il debito è contestato per ragioni fondate, ad esempio per vizi del contratto o addebiti non dovuti;
  • il finanziamento non è tuo: furto d'identità o contratti mai firmati;
  • la sofferenza in Centrale Rischi è stata fatta senza una valutazione reale della tua situazione complessiva.

Cosa non possiamo fare, e nessuno può

Una segnalazione corretta, fatta con il preavviso e ancora nei termini, non si cancella a pagamento. Diffida di chi ti promette una "cancellazione garantita" prima di aver visto le visure. Quello che possiamo fare, in quel caso, è dirti con precisione quando il dato sparirà e aiutarti a regolarizzare la posizione per accorciare i tempi.

Come si chiede la cancellazione: la procedura

La strada è graduale, e spesso si chiude ai primi passaggi:

  • istanza scritta alla banca o finanziaria che ha fatto la segnalazione e al gestore della banca dati, con la richiesta di rettifica o cancellazione e i documenti che la sostengono;
  • reclamo formale all'ufficio reclami dell'intermediario, se l'istanza non basta: è anche il passaggio obbligato prima dell'ABF;
  • ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario, se il reclamo non ha esito;
  • reclamo al Garante della privacy, in alternativa, quando il problema riguarda il trattamento dei dati;
  • giudice, anche con un ricorso d'urgenza quando la segnalazione ti sta causando un danno grave e immediato. L'attività giudiziale è svolta dagli avvocati convenzionati con lo studio.

Vuoi sapere se la tua segnalazione si può cancellare?

Nella consulenza ascoltiamo la tua situazione e ti diciamo come procedere, con un preventivo scritto. Dopo l'incarico raccogliamo le visure CRIF, Centrale Rischi e CAI e verifichiamo se ci sono i presupposti per chiedere la cancellazione. Avrai un consulente dedicato che puoi contattare direttamente, e ti aggiorniamo a ogni passaggio.

Reclamo e ricorso all'ABF per una segnalazione illegittima

L'Arbitro Bancario Finanziario è lo strumento più usato per le segnalazioni illegittime: costa 20 euro di contributo, non richiede un avvocato e decide in tempi molto più brevi di un giudizio. Si presenta contro la banca o finanziaria che ha fatto la segnalazione, non contro CRIF, e l'ABF può accertare che la segnalazione va cancellata e, se il danno è provato, riconoscere un risarcimento. Prima serve sempre il reclamo scritto all'intermediario. Trovi tutti i passaggi nella pagina sul ricorso ABF.

CAI e protesti: assegni e cambiali non pagati

Se hai emesso un assegno senza copertura, o senza autorizzazione, il tuo nome viene iscritto nella CAI e per sei mesi ti viene revocata la possibilità di emettere assegni. Puoi evitare l'iscrizione con il pagamento tardivo entro 60 giorni dalla scadenza del termine di presentazione: paghi l'importo dell'assegno, una penale del 10%, gli interessi e le spese, e ne fornisci la prova alla banca.

Il protesto di un assegno o di una cambiale finisce invece nel Registro informatico dei protesti delle Camere di Commercio, dove di regola resta cinque anni. Le strade per uscirne sono due:

  • se paghi la cambiale o il vaglia cambiario entro 12 mesi dal protesto, puoi chiedere la cancellazione alla Camera di Commercio;
  • negli altri casi, trascorso un anno dal protesto senza nuovi protesti, puoi chiedere la riabilitazione al Tribunale e, ottenuta quella, la cancellazione dal registro.

Saldo e stralcio e CRIF: cosa succede alla segnalazione

Se la segnalazione è legittima, il modo più efficace per uscirne prima è chiudere il debito. Con un saldo e stralcio la posizione risulta regolarizzata: per il Garante della privacy il dato resta visibile per 24 mesi dalla regolarizzazione, invece dei 36 mesi (e oltre) di un debito lasciato aperto. Per questo, quando chiudiamo un accordo, chiediamo anche che il creditore aggiorni la segnalazione e verifichiamo che lo faccia davvero.

Se i debiti sono troppi per essere chiusi uno alla volta, la strada può essere un'altra: le procedure di sovraindebitamento ex Legge 3/2012, oggi nel Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza. Lo valutiamo insieme nella consulenza.

Domande frequenti

Riferimenti normativi

  • Codice di condotta per i sistemi di informazioni creditizie (Garante privacy, 2019), art. 5 e allegato 2
  • Reg. UE 2016/679 (GDPR), artt. 15, 16, 17 e 77
  • Art. 125, comma 3, D.Lgs. 385/1993 (TUB)
  • Circolare Banca d'Italia n. 139/1991 sulla Centrale dei Rischi
  • L. 386/1990 (assegni e CAI); L. 235/2000 e art. 17 L. 108/1996 (protesti)

Le informazioni di questa pagina sono generali: la legittimità di una segnalazione si valuta solo sui documenti del singolo caso.

Contenuto a cura dello studio Scudo Consumatori, aggiornato al 7 ottobre 2026.